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  Paul Scheuermeier
LA LOMBARDIA DEI CONTADINI 1920-1932
Tre volumi in cofanetto
Lombardia orientale 1
Lombardia orientale 2
Lombardia occidentale


a cura di Giovanni Bonfadini, Fabrizio Caltagirone, Glauco Sanga, Italo Sordi. Contributi di G. Bonfadini, F. Caltagirone, G. Sanga, F. Scianna, E. Silvestrini, I. Sordi

Collana: Gli sguardi e i tempi
cm 28x28, 900 pp., 780 ill.
MOMENTANEAMENTE NON DISPONIBILE
© Dicembre 2007 -
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Un’opera fondamentale sul mondo rurale lombardo, una raccolta di immagini straordinaria, un classico della ricerca etnografica in un’accurata edizione critica

Nel luglio del 1920 lo zurighese Paul Scheuermeier varca il confine a Ponte Chiasso per iniziare la sua avventura italiana, che lo porterà a viaggiare, nell’arco di 15 anni, lungo tutta la penisola per i rilevamenti dell’Atlante linguistico ed etnografico dell’Italia e della Svizzera meridionale. Di ogni regione egli visita i centri ritenuti più significativi dal punto di vista linguistico, raccogliendo informazioni sui termini dialettali, sulla loro pronuncia e sulle loro relazioni con la vita e il lavoro dell’Italia di quegli anni, ancora in assoluta prevalenza rurale.
Tra le regioni italiane, la Lombardia è stata certamente una di quelle in cui più ricca è la documentazione raccolta, comprendendo più di 500 fotografie e un’ingente mole di dati linguistici ed etnografici. Nelle circa 50 località visitate (a tre delle quali, Gandino, Pescarolo e Civello, è dedicato un ampio approfondimento etnografico) Scheuermeier interroga i suoi “informatori”, scelti con cura tra gli abitanti, secondo gli obbiettivi che egli stesso illustra: “non si voleva conoscere soltanto il termine con cui erano denominati i vari oggetti, ma anche la loro forma, il materiale con cui erano fatti e lo scopo a cui servivano. Determinati lavori, come la preparazione del formaggio, la vendemmia e la coltura delle patata, vennero descritti nelle loro varie fasi. [...] Oltre a una descrizione per mezzo di parole era però necessaria anche una descrizione per mezzo di immagini. A questo scopo i ricercatori [...] cercavano di fissare con la macchina fotografica tutto quanto appariva utile e interessante”.
È grazie a questa impostazione “a tutto tondo” che il lavoro di Scheuermeier si presenta oggi come una delle raccolte più ricche e complete di dati coerenti e sistematici per quanto riguarda non solo la lingua ma anche le condizioni socio-economiche e le tecniche del lavoro agricolo nei primi decenni del ’900. Fondamentale è in questo senso l’apporto delle fotografie, vero e proprio testo di una ricerca di antropologia visuale, ricca di informazioni, oltre che sulla realtà etno-antropologica, anche sul paesaggio rurale dell’epoca.