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29/10/2018 - Un segno artistico per la sede di Grafo

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La perfezione del numero 3 e i colori primari del rosso e del blu sono i tratti distintivi del totem in ferro tagliato al vivo che arricchisce, da alcuni giorni, la sede di grafo e delle Officine Grafiche Staged a San Zeno Naviglio.

Lorenzo saldi, commercialista di professione, e artista per vocazione e passione è legato da un rapporto di amicizia con la nostra casa editrice; per questo ha progettato  appositamente quest’opera e l’ha donata.

Il lavoro artistico di saldi si divide fra  i totem colorati e gli originali dipinti che ama realizzare con colori ad acqua su carte semplici, dalla carta da pacchi fino ai tanti che ha “schizzato” sulle pagine rosa del “Domenicale” del Sole 24Ore. Ne aveva tratteggiato i caratteri Francesca Vassallo in un articolo di Atlante Bresciano dello scorso novembre. Ne proponiamo un estratto per accompagnare la lettura della nuova opera di San Zeno.

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"Fin dall’adolescenza, Saldi si serve del segno e del colore per esprimersi. L’attenzione per i numeri, indispensabile nel suo lavoro di commercialista, si è travasata in forma creativa nelle opere, dove il rimando al numero 3 e ai suoi multipli è costante e i colori sono quelli primari del giallo, rosso e blu. “La scuola pitagorica – spiega Saldi – considerava il 3 un numero perfetto, ed esso ha sempre avuto un particolare valore simbolico: basti pensare a Dante e alla struttura della Divina Commedia.

Le misure dei miei totem sono tutte divisibili per 3. Il rispetto di questa proporzione consente di passare dal piccolo al grande con risultati sempre soddisfacenti”.
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Nel suo studio a Capriano del Colle e nelle case degli amici sono visibili i frutti di questo lavoro. Caratterizzato dalla ricerca consapevole di una dialettica fra l’“inconsistenza” della materia che fa da supporto alle opere pittoriche, e la presenza “pesante” dei totem, opere impegnative anche dal punto di vista tecnico, ispirate tanto alla purezza formale di Constantin Brancusi quanto alla leggerezza inimitabile di Alexander Calder.

La stessa leggerezza si ritrova nei dipinti: “L’utilizzo di queste carte ‘povere’ – spiega Saldi – richiama la relatività dell’oggetto artistico, contrapposta alla presunta assolutezza dell’arte”. Linee e forme di ogni opera sono semplici e armoniose, a ricercare equilibrio, quel senso di sacralità che l’autore intende comunicare."

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