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Atlante Bresciano - numero 132
 

È in edicola il numero autunnale di AB
La mostra “Ouverture” di Mimmo Paladino, con le grandi sculture collocate nelle piazze e nei musei di Brescia, ha suscitato sorpresa e interesse. Non è però l’unico caso in cui è possibile, nella nostra provincia, camminare in contesti paesaggistici, nuclei storici o complessi monumentali incontrando opere di arte contemporanea.
A Gardone Riviera i segni del contemporaneo punteggiano i giardini del Vittoriale e l’affascinante giardino botanico della Fondazione André Heller. In Valle Camonica si può seguire il filo delle opere pubbliche lasciate dalla scultrice Franca Ghitti alle comunità locali. Sulle colline dei Campiani è esposta nel verde una straordinaria collezione privata. In Franciacorta, alcune cantine sono diventate veri e propri musei all’aperto. Il ponte vegetale di Giuliano Mauri a Padernello è un fragile scarabocchio poetico nel cuore della Bassa. E la Collezione Paolo VI di Concesio, la più consistente raccolta di arte contemporanea del Bresciano, merita un’attenzione che va oltre i contenuti religiosi.


L'inverno di un tempo nella memoria delle cose

18/12/2017 - L'inverno di un tempo nella memoria delle cose

Mònega”, scaldino, scaldaletto e camino costituivano l’impianto di riscaldamento delle case dei nostri nonni e bisnonni. Riscopriamone la forma e l’uso con i tre volumi Grafo, curati da Gian Battista Muzzi, che propongono un curioso e affascinante percorso di scoperta degli strumenti di vita e di lavoro del primo Novecento. 


 


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