LA CARITÀ EDUCATRICE


LA CARITÀ EDUCATRICE

N. prodotto: ISBN 88 7385 209 2

Fabio Bazzoli

Gli asili infantili a Brescia nell'Ottocento

cm 26x20, 176 pp.
© novembre 1993


A pochi anni di distanza dal momento in cui Ferrante Aporti aveva realizzato nel 1829, per primo in Italia, una istituzione caritativa che accogliesse bambini poveri in età prescolare, a Brescia l’avvocato Giuseppe Saleri, presidente dell’Ateneo, parlava degli asili come “primo e più eminente bisogno della nostra epoca” e il 7 aprile 1837 veniva inaugurata in città la prima sala d’asilo. La ricerca di Fabio Bazzoli non si limita tuttavia a segnalare la precocità dell’iniziativa bresciana nel campo dell’assistenza all’infanzia, ma ricostruisce anche il ruolo centrale assunto al riguardo dall’Amministrazione comunale. È soprattutto nel 1890 che l’intervento dell’Ente locale si fa incisivo. L’assetto degli asili di carità, infatti, muta in modo sostanziale: gli aspetti assistenziali vengono ridimensionati per privilegiare quelli educativi. Associata a questo orientamento era in quegli anni l’adozione del metodo froebeliano, già introdotto a Brescia negli asili aperti dalla pubblica Amministrazione nei Comuni suburbani, assorbiti nel 1881. Per far fronte alle esigenze della popolazione di questi nuclei, fra il 1883 e la fine del secolo ai “giardini” già esistenti si aggiunse una decina di “sale educative” e fu proprio nel “giardino Garibaldi” di Mompiano che Rosa Agazzi avviò la sua fortunata riforma del froebelismo. Ripercorrendo in modo documentato lo sforzo del Municipio di Brescia in campo prescolastico, l’indagine consente di mettere a fuoco un importante passaggio nell’evoluzione sociale e culturale della città.

INDICE
- Abbreviazioni - Prefazione - Introduzione - Prima dell’Unità. Il dibattito sugli asili d’infanzia - La geografia degli asili - Dopo l’Unità. Istruzione e assistenza - Un’espansione discontinua - Gli asili infantili di carità (1837-1890) - Presupposti, nascita e sviluppo dell’istituzione - Il fondatore: Giuseppe Saleri - Cenni biografici - Il pensiero e gli scritti - Condizioni dell’infanzia e sale di custodia - Gli asili infantili di carità - Fondazione - Dal 1837 al 1848 - Un istituto di educazione integrato - La crisi degli anni Cinquanta - Verso un nuovo profilo istituzionale: 1861-1865 - La raggiunta stabilità: 1865-1889 - Il 1890 - La vita interna dell’istituto - I bambini - Il numero - Le professioni dei genitori - I paganti - La provenienza parrocchiale - “Dalla mattina alla sera” - L’accettazione - Gli orari - Il vitto - Gli spazi - L’igiene - Educazione e personale insegnante - Metodi e contenuti didattici - Saleri e Aporti - Il metodo sperimentale di Marianna Galottini - Personale insegnante e ausiliario - Le maestre negli asili aportiani - Le maestre degli Asili di carità - Stipendi, estrazione sociale e condizione economica - Disciplina e gerarchie nel personale - Criteri di promozione - Inservienti e portinai - La gestione economica - Risorse per una nuova istituzione - Avvio e primi esiti - Una polemica sui mezzi di finanziamento - I bilanci - Le entrate - Le uscite - La pubblicità dei bilanci - Gli altri asili nel Bresciano - La diffusione delle scuole infantili nella seconda metà dell’Ottocento - Asili in provincia - Quadro topografico generale - Come nasce un asilo - Condizioni materiali - Aporti o Froebel? - Asili di carità - L’Istituto convitto Piccinelli - Il giardino d’infanzia Restelli - L’istituto femminile di Famiglia - Il giardino d’infanzia San Giuseppe - Altri asili infantili - I giardini “Garibaldi” e le sale educative “Umberto e Margherita” - Origini dell’istituzione - L’aggregazione dei comuni suburbani - Un’iniziativa anticlericale - La diffusione delle scuole - Le condizioni materiali - Consistenza e carattere dell’utenza - I locali - Gestione economica - Educazione e personale insegnante - Note conclusive - Tavole - dei nomi

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Tema: Storia - Società
Zona d'interesse: Brescia città

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